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I film in cui il Poker e' al centro della storia ma anche film in cui
una partita di poker rende una scena memorabile.
Se conoscete altri film sul poker, vi prego di segnalarmelo.
Shade
2003, di Damian Nieman, con Gabriel Byrne
(Charlie Miller), Melanie
Griffith (Eve), Sylvester Stallone (Stevens), Hal Holbrook (Professore)
e Thandie Newton (Tiffany).
Recensione
Tre truffatori sono pronti a rischiare qualunque cosa pur di
portare a
termine il grande colpo e, grazie a una serie di circostanze,
riusciranno a mettere le mani su un bottino che li renderà molto
ricchi... ma c'è un problema, la persona derubata è un
gangster assetato di vendetta! Le cose si complicano quando il trio
decide di sfidare il re del poker d'azzardo, "il Decano".
La rivincita di
Natale
2003, di Pupi Avati, con Diego Abatantuono,
Alessandro Haber, Gianni
Cavina, Carlo Delle Piane e George Eastman.
Recensione
La notte di Natale 5 amici si riuniscono per replicare una partita di
poker giocata diciassette anni prima (nel film "Regalo di Natale").
California poker
1974, di Robert Altman, con Elliott
Gould e George Segal.
Recensione
Due avventurieri sbandati e pasticcioni, Charlie Waters (Gould) e Bill
Denny (Segal), tentano il colpo grosso nella saletta di poker di un
casinò a Reno. Lunga e avvincente la partita a poker in una
saletta del casinò, con una mano finale mozzafiato. Azzardo
sessantottesco.
La stangata
1973, di George Roy Hill, con
Robert Redford, Paul Newman e Robert Shaw.
Recensione
Chicago, Illinois, 1936. Johnny Hooker (Redford) e Henry Gondorff
(Newman) sono due truffatori che vogliono incastrare il gangster Doyle
Lonegan (Shaw) per vendicare la morte di un amico. L'amo lanciato dai
due è una partita di poker sul treno New York - Chicago.
Gondorff riesce a farsi ammettere come quinto giocatore al tavolo
privato dove Lonegan gioca: finge di essere un "pollo", rozzo e
ubriacone. Ben presto comincia a vincere e provoca Lonegan sbagliando
il suo nome o vantandosi delle vincite: la tensione cresce e due dei
giocatori decidono di smettere. Lonegan chiede una pausa e decide di
giocare con un mazzo truccato: fa le carte per la mano decisiva.
Gondorff apre con un Tris di Tre e Lonegan rilancia con una Coppia di
Nove: si cambiano le carte e Gondorff ottiene un Poker di Tre, mentre
Lonegan fa un Poker di Nove. Partono i rilanci e Lonegan, sicuro di
vincere, punta 10.000 dollari. Gondorff vede e scopre le sue carte: ha
un Poker di Jack con cui vince la mano nello stupore generale. Il
commento di Lonegan ai suoi ragazzi: "non potevo mica dirgli che bara
meglio di me".
Regalo di Natale
1986, di Pupi Avati, con
Diego Abatantuono, Carlo delle Piane, Gianni
Cavina e Alessandro Haber.
Recensione
È la notte di Natale: in una villa ottenuta in prestito, quattro
amici organizzano una partita di Poker per spennare Santelia (Delle
Piane), un industriale ricco e antipatico. Franco (Abatantuono),
gestore di un cinema, è il più bravo ed esperto: comincia
a vincere, ma Santelia ha i nervi saldi. Nella mano decisiva, Franco ha
un Full d'Assi, punta una grossa somma: Santelia, che ha preso una
carta, rilancia giocandosi qualche centinaio di milioni. Dopo una pausa
di terribile incertezza, Franco va a vedere: Santelia ha un Colore di
Picche e vince la mano. Alla fine si capirà che il vero "pollo
da spennare" era Franco. Le fasi della partita sono da vedere e
rivedere.
Maverick
1994, di Richard
Donner, con Mel Gibson, Jodie Foster, James Garner e
James Coburn.
Recensione
Brett Maverick (Gibson) è un giocatore d'azzardo che vuole
trovare i soldi per iscriversi al campionato di poker più famoso
del West. Il campionato si svolge su un battello da fiume e ha un
andamento spettacolare e cruento. La sfida finale è fra i
migliori giocatori di poker e Telesina: il Commodoro (Coburn),
Annabelle (Foster), un messicano e persino il padre di Maverick
(Garner). La mano decisiva è il più improbabile intreccio
di combinazioni che si possa immaginare: un Poker, una Scala Reale di
Cuori e la Scala Reale Massima di Picche che Maverick chiude con un
Asso di Picche. Un sorta di Olimpiade picaresca del poker.
I compari
1971, di
Robert Altman, con Julie Christie e Warren Beatty.
Recensione
In una città mineraria del west, John Mc Cabe (Beatty) è
un avventuriero che fa il gambler e bara al gioco. Lo aiuta la
prostituta Constance Miller (Christie) che gestisce un bordello insieme
a lui. Le vicende di due avventurieri disperati. Qui il gioco non aiuta.
La casa dei giochi
1987,
di David Mamet, con Joe Mantegna e Lindsay Crouse.
Recensione
Margaret (Crouse) è una psicanalista famosa che cerca di
aiutare un giovane paziente ricattato da una banda di giocatori
d'azzardo. Entra in contatto con loro nella "Casa dei Giochi", il
locale dove giocano, e conosce Mike, il capo dei giocatori (Mantegna).
Questi la coinvolge in una partita di poker e le chiede di aiutarlo
contro un avversario duro e aggressivo. Mentre lui si allontana con una
scusa, Margaret dovrà osservare attentamente i gesti
dell'avversario: se giocherella con l'anello, vuol dire che bluffa.
Nella mano decisiva, Mike ha tre Assi e punta: il suo avversario, che
ha preso una carta, rilancia forte. Mike si allontana e la psicanalista
osserva l'uomo toccarsi l'anello. Convince Mike a vedere, convinta che
sia un bluff: invece il giocatore aveva un colore e si aggiudica il
piatto. Ma alla fine Margaret scopre che la pistola usata dal giocatore
per rafforzare le sue minacce è finta: la partita era un trucco
per metterla alla prova. Mike illustra la differenza fra la
realtà e la finzione organizzata da lui e dai suoi amici ai
danni di persone innocenti e disponibili a fidarsi. Soltanto alla fine
del film Margaret capirà di essere la vittima prescelta per una
sofisticata truffa organizzata dalla banda della "Casa dei giochi".
Margaret reagirà con violenza, finendo per uccidere Mike. Feroce.
Run
1991,
di Geoff Burrowes, con Patrick Dempsey.
Recensione
Patrick Dempsey partecipa a una partita di poker clandestina in New
Jersey prima che il gioco venisse legalizzato nei casinò di
quello stato. Si vede una delle rarissime scene in cui un giocatore
dà una mancia al dealer, immerso in una nuve di fumo passivo. La
partita raggiunge il suo apice quando un giocatore molto aggressivo e
violento costringe Dempsey a cambiare una carta, anziché darsi
servito. "Questa è una nuova variante del gioco: Gestapo poker."
Il film si fa notare per il ritomo incalzante e sicuramente vi
terrà con il fiato sospeso dall'inizio alla fine.
Dr. Mabuse - The
Gambler
1922,
di Fritz Lang.
Recensione
Provate a immaginare quanto potreste guadagnare se riusciste a
ipnotizzare un avversario fino al punto di farlo stare con tre a
blackjack o a fargli buttare via le carte con una mano vincente in una
partita di poker. Il pazzo criminale Dr. Mabuse ha questo potere.
Diretto da Fritz Lang, Dr. Mabuse è sicuramente fra i migliori
film muti non americani, insieme a Metropolis dello stesso Lang e alla
Corazzata Potemkin di Sergei Eisenstein. Lang e altri registi hanno
prodotto numerosi sequel nel corso dei quarant'anni successivi, ma
nessuno di questi è riuscito a mostrare le carte o il gioco
d'azzardo in maniera tanto avvincente. Una citazione: "Un ambizioso
sogno di gioventù, essere vincenti al gioco e in amore."
C'è poi questa domanda chiesta all'ingresso di un club privato:
"Carte o cocaina?"!!!
Three Godfathers
1936.
Recensione
Esistono diverse versioni di questa storia. La migliore è quella
del 1948 con John Wayne, nella quale, dopo che Walter Brennan aiuta un
perfetto sconosciuto a barare a poker, quest'ultimo gli chiede
"Perché l'hai fatto?". Brennan risponde: "Non lo so.
Probabilmente perché sono un poco di buono."
Posta Grossa a Dodge
City
1966,
di Fielder Cook, con Henry Fonda e Joanne Woodward.
Recensione
Quattro ricconi si impegnano a un partita di poker con uno sprovveduto
provinciale che ha giurato alla moglie bisbetica di non giocare
d'azzardo. Il poveraccio perde, ma a un certo punto si trova una mano
tale da morire d'infarto. La moglie raccoglie le carte e, dopo averle
viste, rilancia, ottenendo addirittura un prestito da un banchiere a
cui le ha mostrate. Naturalmente gli altri non vogliono "vedere" e le
lasciano il piatto. Ci sarà però una sorpresa.
Nata ieri
1950,
di George Cukor, con Judy Holliday.
Recensione
Il gioco è il Gin. Judy Holliday fa la parte della tipica bionda
stupida e svampita, mentre Broderick Crawford è l'uomo duro che
la tiene a bada. Osservate Holliday mentre gioca e la vostra idea del
tavolo da gioco cambierà per sempre. Un bel film, con scene
memorabili. Nel remake del 1993 con Melanie Griffith e Don Johnson la
scena della partita a Gin non riesce ad avere lo stesso impatto.
Kaleidoscope
1966,
con Warren Beatty.
Recensione
In questo particolare film, precedente a Bonnie & Clyde, Beatty si
intrufola in una fabbrica e altera le lastre che stampano le carte
utilizzate dai più importanti casinò del mondo. Segna le
carte in modo che solo lui possa riconoscerle. Naturalmente, quando le
carte entrano in circolazione, Beatty si precipita da un casinò
all'altro per giocare a blackjack e a poker. Sfortunatamente per lui,
quando si ritrova in una partita testa a testa senza limite, cambiano
il mazzo con uno che lui non è in grado di riconoscere.
Costretto a giocare sfruttando unicamente la propria abilità,
trascina l'avversario in una mano indimenticabile, ritrovandosi a dover
prendere la miglior decisione mai vista in una partita di poker. Da non
perdere.
The Cincinnati Kid
1965,
di Norman Jewison, con Steve Mc Queen, Edward G. Robinson, Karl
Malden, Ann Margret e Joan Blondell.
Recensione
Nella New Orleans degli anni '30 Cincinnati Kid (Mc Queen) è un
giovane giocatore di Poker che in breve tempo diventa celebre per la
sua abilità e il suo sangue freddo. Il successo lo porta a
sfidare Lancey Howard, il re del Poker (Robinson): questi è un
gentiluomo dallo sguardo sardonico, accompagnato da Ladyfingers, una
giocatrice altrettanto brava (Blondell). La partita è un evento
da non perdere: ci sono ragazzini che cercano di osservarla arrampicati
sui lampioni. All'inizio il giovane astro in ascesa prevale, ma
nonostante i consigli del cartaio (Malden) e le pressioni della sua
ragazza (Margret), continua nella sfida: memorabile la mano finale di
Telesina con una Scala Reale di Cuori del campione contro un Full di
Donne di Cincinnati Kid (il Colore non bastava). Battuta conclusiva di
Lancey Howard: "Non te la cavi male, ragazzo, ma finché ci
sarò io, sarai soltanto secondo".
California Split
1974, di Robert
Altman.
Recensione
Bill e Charlie, giocatori inveterati, un giorno "sentono" che è
arrivato il momento della fortuna. Vendono tutto e partono per Reno.
Avevano "sentito" giusto. Nel cast del film compare anche il campione
delle World Series of Poker Amarillo Slim.
Il Giocatore
(Rounders)
di
John Dahl, con Matt Damon, Edward Norton, John Turturro.
Recensione
Il cult movie per eccellenza del gioco del poker alla texana. Ha
infatti decretato il successo a livello internazionale del crescente
interesse verso questa disciplina. Indimenticabili gli scontri heads up
tra Matt Damon e Teddy "kgb" Malkowich e avvincente la narrativa sulla
vita dei rounders (giocatori professionisti). Fate tesoro dei vari
insegnamenti dispensati dal film, raramente se ne incontrano di
così arguti e azzeccati.
Asso
di
Castellano & Pipolo, 1981 - con Adriano Celentano, Edwige
Fenech, Renato Salvatori.
Recensione
Abilissimo al
tavolo da gioco, Asso (Celentano) è un campione di poker
bizzarro e istrione. Viene ucciso per invidia alla vigilia delle nozze
con la bella fidanzata (Fenech). Ritorna come fantasma per aiutare
l'amata a prendere un marito e finalmente lo scova in un giovane
giocatore molto abile, detto il "varesino ". Trova anche il modo di
vendicarsi dei suoi avversari e finisce per giocare un'impossibile mano
di poker con Dio.
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